QUALE IVA APPLICARE AI  SERRAMENTI

22%, 10%, 4% o MISTA?

LA RISPOSTA DEFINITIVA DIRETTAMENTE DALLA AGENZIA DELLE ENTRATE (CIRCOLARE 15/E)

webinar iva e detrazioni

11 e 12 dicembre 

L’IVA – ovvero l’ “Imposta sul Valore Aggiunto” – costituisce la principale imposta indiretta attualmente in vigore in Italia e nell’Unione Europea applicata nel momento dell’immissione in consumo di beni e servizi. É una tassa obbligatoria e quindi va pagata nella aliquota giusta che, nel caso di fornitura (con eventuale posa) dei serramenti può essere del 4%, 10%, 22% o mista 10-22%.

Ovviamente sapere con precisione quale aliquota applicare porta due grandi benefici:

  • rende più vantaggioso l’acquisto del serramento data la possibilità, per il cliente, di ottenere un costo finale minore.

  • evita l’applicazione di un pesante quadro sanzionatorio in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, dove viene richiesta la quota di imposta “evasa”, oltre a sanzioni ed interessi.

 

Definire con precisione quale sia di volta in volta l'aliquota corretta, richiede l’analisi di numerosi parametri (il tipo di committente, il tipo di immobile, il tipo di intervento edilizio se manutenzione ordinaria o manutenzione straordinaria, ecc.) che spesso sono di non facile comprensione, posto che il quadro legislativo italiano è piuttosto mutevole e spesso soggetto ad interpretazioni.

In modo particolare il problema principale era capire quale Iva doveva essere applicata ai serramenti nel caso di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, che oltretutto è il principale intervento che viene eseguito attualmente.

Se da una parte era chiaro che per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria le cessioni di beni significativi sono assoggettate all'aliquota Iva ridotta fino a concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto dei beni stessi, non era chiaro quali fossero le parti staccate che non sono connotate da un'autonomia funzionale rispetto al bene significativo.

COME ABBIAMO PENSATO DI RISOLVERE IL PROBLEMA

L'accademia di formazione per il serramentista Ambrosi Partner si era già attivata per risolvere il problema. L'unico modo per avere una risposta, personale, definitiva e non contestabile era chiedere direttamente alla propria Agenzia delle Entrate provinciale quali fossero le parti staccate su cui si poteva eseguire il calcolo per applicare l'Iva Agevolata. Per questo abbiamo fatto redigere da un commercialista di fiducia un interpello completo nel quale si interrogava l'Agenzia e si argomentava la nostra opinione su quali fossero le parti staccate.

Se siete interessati potete scaricare GRATUITAMENTE il documento cliccando sull'immagine qui sotto.

INTERPELLO PER AGENZIA DELLE ENTRATE

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​LA CIRCOLARE N.15/E della Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2018

Magari sarà solo una coincidenza, ma finalmente il 12 luglio 2018 esce la nuova circolare 15/E dell'Agenzia delle Entrate, con la quale si dà una risposta ufficiale ai dubbi che erano rimasti. È facile immaginare che le varie agenzie provinciali vedendosi recapitare più volte lo stesso documento in varie regioni d'Italia abbiano pensato di chiedere una risposta definitiva alla Direzione Centrale.

Il testo della circolare

Oggetto: "La disciplina dei beni significativi alla luce della norma di interpretazione autentica dell’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, introdotta dall’articolo 1, comma 19, della legge 27 dicembre 2017, n. 205"

Indice:

Premessa

1. La rilevanza dei beni significativi nell’ambito degli interventi di recupero del patrimonio edilizio

2. Individuazione dei beni significativi

2.1 Rilevanza delle parti staccate dei beni significativi – Articolo 1, comma 19, Legge di Bilancio 2018

2.2 Casi particolari

2.2.1 Tapparelle

2.2.2 Zanzariere e grate di sicurezza

3. Valore dei beni significativi

4. Modalità di fatturazione

5. Decorrenza della nuova disciplina

(Circolare n.15/E del 12 luglio 2018).

 

La circolare è ovviamente di grande interesse perché chiarisce definitivamente quale Iva applicare ai beni significativi (quindi al serramento stesso) e alle parti staccate fornite con esso (che IVA applicare alle zanzariere e quale IVA invece applicare alle tapparelle, schermi oscuranti etc.) ma anche quale IVA applicare alla posa in opera dei serramenti in caso di manutenzione ordinaria o manutenzione straordinaria.

 

Cliccando sull'immagine qui sotto potete scaricare il documento ufficiale.

Copertina circolare 15e.PNG
CIRCOLARE N. 15/E

CLICCA SULL'IMMAGINE PER VISUALIZZARE LA CIRCOLARE ORIGINALE

Noi, nel nostro ruolo istituzionale, abbiamo voluto agevolarvi nella lettura redigendo la nostra interpretazione in modo tale da rendere facilmente comprensibile l'argomento a tutti anche grazie ad alcuni esempi di come eseguire correttamente le fatture. Scorrendo di seguito trovate il testo.

Agenzia delle Entrate - Circolare 15/E - 12 Luglio 2018:
finalmente il chiarimento su quale aliquota Iva deve essere applicata ai serramenti ed ai loro accessori nel caso di manutenzione ordinaria o straordinaria, su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, in un contesto di fornitura e posa da parte dello stesso soggetto.

Premessa
Con l’articolo 7 comma1 lettera b) della legge di bilancio L.488/1999 che reca le disposizioni in materia di Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), il legislatore ha stabilito che, nel caso di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, l’aliquota Iva da applicare è al 10%, sia sui beni che sui servizi, ad eccezione dei “beni di valore significativo” (beni il cui valore è normalmente prevalente rispetto al valore della prestazione) la cui aliquota Iva da applicare rimane nella misura ordinaria ovvero attualmente al 22%.
L’elenco dei beni significativi venne stabilito con un successivo Decreto del 29 dicembre 1999 e comprendeva anche gli infissi interni ed esterni.


Contestualmente però, nel caso in cui fornitura e posa sia fatta dallo stesso soggetto, il Legislatore italiano ha previsto anche la seguente agevolazione:


si può applicare una aliquota Iva al 10% anche ad una quota parte del valore dei beni significativi pari alla somma del valore della prestazione e dei beni non significativi (parti staccate) forniti con lo stesso intervento.


Questo significa quindi che in una fornitura con posa di serramenti, su di un immobile a prevalente destinazione abitativa privata, se il valore dei beni significativi è pari o inferiore al 50% del costo complessivo dell’intervento, l’aliquota del 10% trova applicazione sull’intero importo della fattura; in alternativa, se il costo dei serramenti è superiore alla somma delle parti staccate e dei servizi, si deve applicare l’aliquota IVA al 22% solo alla parte residua del bene significativo.
Poiché per il privato l’Iva è un costo questa agevolazione è di grande interesse.

 


I dubbi
Data la mancanza di chiarimenti più dettagliati, questa disposizione legislativa aveva creato una serie di confusioni interpretative perché rimanevano almeno 2 dubbi da chiarire:

  • qual è il costo del bene significativo (infisso) da mettere in fattura, il costo di produzione, il costo di acquisto, oppure il costo di vendita, o il costo delle materie prime al netto del valore della manodopera necessaria per la sua realizzazione?

  • come vanno considerati gli accessori del serramento quali zanzariera, controtelaio, scuro o persiana tapparella ecc.. Va applicata a tali beni una aliquota Iva del 10% o il loro valore va a confluire nel valore del bene significativo al quale va applicata l’Iva al 22% per la quota residua rispetto al valore dei servizi?


Il tema ha suscitato da subito molto interesse, in modo particolare negli ultimi anni perché attualmente circa il 90% delle vendite di serramenti si realizza proprio in un contesto di sostituzione dei vecchi infissi ovvero fornitura e posa eseguite dallo stesso soggetto in un contesto di una manutenzione ordinaria o straordinaria, su di un immobile a prevalente destinazione abitativa privata, cioè a casa della sig. Maria.
Per dipanare questi dubbi era intervenuta a più riprese l’Agenzia delle Entrate sia con i chiarimenti del Telefisco che con vari documenti e circolari, ma i risultati in termini di spiegazioni erano piuttosto scarsi.

Sul primo punto, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate entra nel merito di quello che deve essere il valore del bene significativo con la Risoluzione n. 25/E del 6 Marzo 2015, escludendo che il valore del bene significativo possa essere rappresentato solo dal costo delle materie prime.
Infatti, dopo lunga argomentazione conclude:

“…come valore dei predetti beni (ovvero i beni di valore significativo ndr) deve essere assunto quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato tra le parti contraenti, che deve tener conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi”.

Questo chiarimento era in risposta alla richiesta di taluni produttori di serramenti che intendevano applicare l’aliquota Iva al 22% al solo importo delle materie prime necessarie per la produzione dell’infisso, al netto dell’importo della manodopera necessaria per la loro produzione. Poiché il valore della manodopera era superiore al prezzo delle materie prime ne derivava che applicavano erroneamente l’Iva al 10% a tutto il bene significativo.

In merito al secondo punto, ovvero all’aliquota Iva da applicare alle parti staccate dell’infisso, una spiegazione era venuta dalla Circolare n. 12/E del 08/04/2016 che specificava quanto segue:

“[…] Si ritiene che, ove nel quadro dell’intervento di installazione degli infissi siano forniti anche componenti e parti staccate degli stessi, sia necessario verificare se tali parti siano connotate o meno da una autonomia funzionale rispetto al manufatto principale. Solo in presenza di detta autonomia il componente, o la parte staccata, non deve essere ricompresa nel valore dell’infisso, ai fini della verifica della quota di valore eventualmente non agevolabile.
Se invece il componente o la parte staccata concorre alla normale funzionalità dell’infisso, si deve ritenere parte integrante dell’infisso stesso. In tale ipotesi, il valore del componente o della parte staccata deve confluire, ai fini della determinazione del limite cui applicare l’agevolazione, nel valore dei beni significativi e non nel valore della prestazione”.

Però ancora una volta non era chiaro in modo definitivo quali fossero i componenti e le parti staccate connotate da una autonomia funzionale rispetto al manufatto principale.
Più precisamente, la zanzariera, il copri-cassonetto, i teli avvolgibili, le persiane, le grate di sicurezza i controtelai, i coprifili ed i controdavanzali ecc. vanno considerati come parti staccate (Iva la 10%) o come parti integranti dell’infisso e quindi calcolo dell'IVA mista secondo la regola che si applica ai beni significativi?

 

Dopo circa 20 anni, a seguito di continue sollecitazioni a far chiarezza, il legislatore torna ad intervenire finalmente sull’argomento con la Legge di Bilancio 2018 (L. 205/201), attraverso l’Articolo 1, comma 19, con il quale tramite una interpretazione autentica (ovvero l'interpretazione fornita dallo stesso legislatore che ha emanato la norma) riprende l’originale articolo 7, comma 1, lett. b), L. 488/1999 e specifica che le disposizioni in materia di beni significativi vanno intese come segue:

  • il valore delle parti staccate non confluisce in quello dei beni significativi; a tal fine, l’individuazione delle parti staccate si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale,

  • come valore dei beni significativi deve essere assunto quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti contraenti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi

  • la fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio che costituisce l’oggetto della prestazione, anche i beni di valore significativo che sono forniti nell’ambito dell’intervento stesso

 

Tuttavia anche questa volta per il serramentista non rimane chiaro operativamente quale aliquota applicare nei vari casi specifici.
Interviene quindi ulteriormente l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n15/E del 12 Luglio 2018 tramite la quale spiega come le indicazioni del legislatore vanno applicate dal punto di vista operativo e lo fa dividendo le questioni in 5 punti.
Questa volta i chiarimenti sono realmente molto utili e vale la pena vederli nel dettaglio, con specifico riferimento al settore dei serramenti: nel box in giallo trovate anche i suggerimenti a cura di Ambrosipartner su come mettere in pratica le nuove indicazioni.
Vediamo quindi nel merito quali sono le indicazioni principali, rimandando alla lettura integrale del testo coloro che vogliano ulteriori approfondimenti.

 


Sintesi dei chiarimenti introdotti dalla circolare n 15/E del 12 luglio 2018 ed
Punto 1: la rilevanza dei beni significativi nell’ambito degli interventi di recupero del patrimonio edilizio
Si fa un riassunto sulla applicazione dell’iva agevolata nel contesto degli interventi di recupero del patrimonio edilizio riassumendo il quadro legislativo attuale per l’applicazione dell’Iva agevolata come premessa allo sviluppo dei punti seguenti: fin qui nulla di nuovo.


Punto 2: individuazione dei beni significativi
Riporta semplicemente l’elenco dei beni significativi come riportato nel D.M. del 29 dicembre 1999 tra i quali compaiono anche gli infissi esterni ed interni. Più dettagliatamente l’elenco è il seguente:
• ascensori e montacarichi;
infissi esterni ed interni;
• caldaie;
• videocitofoni;
• apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
• sanitari e rubinetterie da bagno;
• impianti di sicurezza.


Punto 2.1: rilevanza delle parti staccate dei beni significativi – Articolo 1, comma 19, legge di bilancio 2018
Qui l’Agenzia comincia veramente ad entrare nel merito di quanto ci interessa!
Per prima cosa chiarisce che tutti i beni forniti durante l’intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa in un contratto di fornitura e posa, se non sono compresi nell’elenco dei beni significativi riportato nel D.M. del 29 dicembre 1999, sono soggetti ad iva al 10%.
Appare evidente che le tapparelle gli scuri, le veneziane, le zanzariere, le inferriate o grate di scurezza, ma anche i controtelai e gli elementi di finitura come coprifili e controdavanzali non appaiono in quell’elenco e quindi sarebbero soggetti ad una aliquota Iva del 10%.
Si pone però il problema di capire se questi beni hanno una rilevanza autonoma o se siano da considerare come parti essenziali del serramento e quindi soggetti all’aliquota Iva del 22%.
Una prima chiave interpretativa è riportata proprio in questo punto che recita:
“Peraltro, qualora l’intervento di manutenzione agevolato abbia ad oggetto l’installazione/sostituzione della sola componente staccata di un bene significativo (già installato precedentemente), ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata, non è necessario alcun apprezzamento in merito all’autonomia funzionale di detta componente rispetto al bene significativo; in tal caso, infatti, l’intervento non ha ad oggetto l’installazione del bene significativo, bensì la sostituzione/installazione di una sua parte staccata.
Conseguentemente, ai fini dell’applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento, il valore della parte staccata è attratto nel valore complessivo della prestazione di servizi”

Sono usciti i due nuovi manuali sulla corretta applicazione dell'IVA e la fatturazione dei serramenti 
Copertina manuale IVA.png
Copertina manuale la Corretta Fatturazio

Clicca sulle immagini per scaricare i manuali 

Questo significa che se facciamo un intervento di sola fornitura e posa di tapparelle, scuri, veneziane, zanzariere, inferriate o grate di scurezza, senza contestuale fornitura del serramento, in fattura l’aliquota Iva da applicare è al 10% sia su tutti i beni che sui servizi

Punto 2.2: casi particolari
In questo punto l’Agenzia entra ancora più nel dettaglio e analizza in modo dettagliato come vanno considerati:
• tapparelle, scuri, veneziane;
• zanzariere;
• inferriate o grate di sicurezza.


Punto 2.2.1 - Tapparelle
L’Agenzia delle Entrate ammette che le tapparelle (e per analogia tutti gli elementi di schermatura come scuri, persiane, frangisole, veneziane ecc..) sono funzionalmente autonome rispetto all’infisso perché svolgono un ruolo diverso che è quello di schermare il calore e la luce e quindi sono soggette ad una aliquota Iva del 10%: il serramento sconterà dunque una aliquota Iva al 22% solo per la parte eccedente all’importo delle tapparelle e della manodopera.
Sembrerebbe tutto chiaro però l’Agenzia continua nel seguente modo:
"Diversamente, le tapparelle o gli altri sistemi oscuranti non assumono, in ogni caso, autonoma rilevanza rispetto al manufatto principale, qualora siano strutturalmente integrati negli infissi. In tal caso, ai fini dell’applicazione dell’aliquota IVA il valore degli infissi è comprensivo del valore delle tapparelle” ovvero si applica anche alle tapparelle l’Iva mista 10% e 22%.


Sorge dunque un dubbio: chi stabilisce se una schermatura è strutturalmente integrata all’infisso?
Secondo la nostra opinione di tecnici del serramento “strutturalmente integrato” significa che svolge un ruolo essenziale per la funzionalità specifica del serramento, come è il caso delle ante fisse e mobili, del vetro, della maniglia, delle guarnizioni e della ferramenta. Infatti il criterio che distingue un componente strutturale da un componente non strutturale non è l’inamovibilità o il metodo di collegamento (con viti, bulloni o altro) ma piuttosto la circostanza che esso costituisca una componente essenziale senza la quale il bene non potrebbe funzionare (vedi ad esempio il ruolo strutturale delle ruote per una autovettura che sono facilmente staccabili, me senza le quali la macchina non può muoversi).


E’ dunque chiaro che, a parte casi del tutto particolari, (e oggettivamente perfino difficili da immaginare) nei quali l’eventuale eliminazione della schermatura porterebbe alla perdita di funzionamento dell’infisso si può ragionevolmente ritenere che le schermature o i sistemi oscuranti non siano mai strutturalmente integrate all’infisso.
In qualsiasi caso riteniamo che non può certo essere un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, in grado di valutare caso per caso, progetto per progetto, se la schermatura riportata nella fattura oggetto di accertamento sia o meno strutturalmente integrata nell’infisso; e comunque per stabilirlo in modo inequivocabile sarebbe necessario un sopralluogo in ciascun cantiere per accertare la reale singola situazione.

Per evitare problemi suggeriamo quindi che sia il serramentista e decidere se nel suo progetto di infisso la schermatura sia strutturalmente integrata e nel caso non lo sia suggeriamo di riportare sempre nella fattura la seguente frase:


Cassonetto, telo avvolgibile, tapparella con guide, accessori, motori di sollevamento - non strutturalmente integrati al serramento - € …………

oppure


Persiane (scuri o frangisole o veneziane interne o esterne) - non strutturalmente integrati al serramento - € …………

In questo modo l’aliquota Iva da applicare sarebbe il 10%

​Punto 2.2.2 – Zanzariere e grate di sicurezza
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che per quanto riguarda le zanzariere vale lo stesso discorso delle Tapparelle.

Per poter applicare in fattura l’Iva al 10% alle zanzariere dovremmo anche in questo caso riportare la seguente dicitura:
Zanzariere - non strutturalmente integrate al serramento - € ………

Per quanto riguarda invece le grate di sicurezza, indipendentemente da come siano fissate, sul muro o sul serramento l’Agenzia specifica che sono dei beni con una funzionalità sicuramente diversa rispetto al serramento e non sono comprese nella lista dei beni significativi del D.M. del 29 dicembre 1999.
Quindi nel caso di fornitura e posa sono sempre soggette ad una aliquota Iva del 10% senza bisogno di specificare se siano o meno strutturalmente integrate all’infisso.

 


Punto 3 – Valore dei beni significativi
Su come determinare il valore del bene significativo sul quale applicare aliquota Iva nella misura ordinaria, ovvero attualmente al 22%, con questo punto l’Agenzia delle Entrate offre un ulteriore chiarimento più dettagliato.
In pratica chiarisce che si applica l’aliquota Iva ordinaria solo al valore del bene significativo, sia esso il costo di produzione o di acquisto, escludendo dall’applicazione della quota ordinaria dell’Iva il valore del margine di ricarico ovvero il mark up. Specifica infatti:
“Ciò che rileva, dunque, è solo il costo “originario” del bene significativo, sia esso di produzione ovvero di acquisizione presso terzi”

In altre parole se acquisto un serramento al prezzo di € 1.000,00 e lo vendo a € 1.300,00 il valore del bene significativo è € 1.000,00 mentre i € 300,00 che corrispondono al ricarico, vanno a confluire nella voce manodopera o servizi sui quali si applica una aliquota del 10% (per capire meglio vedere gli esempi di fatturazione).

Per chi invece produce il serramento, il valore del bene significativo va calcolato sommando al valore delle materie prime, il costo della manodopera impiegata per la produzione ed i costi indiretti ovvero i costi generali di produzione, quali gli ammortamenti dei macchinari e dei capannoni, gli affitti, i costi di manutenzione ecc.. Restano esclusi i costi generali ed amministrativi ed i costi di distribuzione dei prodotti.
A titolo puramente indicativo si può immaginare che il costo di produzione di un serramento così calcolato, sia circa un 30-40% inferiore rispetto al prezzo di vendita.

Va segnalato che, ai fini della individuazione della corretta aliquota Iva da applicare, se possiamo togliere dal prezzo di vendita del serramento la quota relativa al ricarico ed aggiungerla al costo della posa la conseguenza sarà che nella generalità dei casi il cliente andrà a pagare sul complesso della fattura l’IVA al 10% anche senza considerare l’eventuale valore delle parti staccate, ora alla luce di questi chiarimenti, più finalmente individuabili.

Punto 4 – Modalità di fatturazione
La fattura per la fornitura e posa di serramenti in un contesto di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, oltre ad indicare il corrispettivo complessivo, deve tenere separato il valore dei beni significativi rispetto ai rimanenti beni e servizi prestati congiuntamente.

In altre parole non si può riportare una voce unica “fornitura e posa” in quanto sarebbe impossibile determinare in modo corretto le due aliquote Iva da applicare:
• al 10% sui servizi e sui beni non significativi forniti contestualmente e su di una uguale quota del valore del bene significativo
• al 22% sulla quota parte residua dei beni significativi

E’ chiaro che se il valore dei servizi e dei beni non significativi, individuati come specificato nei punti precedenti supera il valore del bene significativo, tutta la fattura avrà una applicazione dell’Iva al 10%: fin qui nulla di nuovo.
La vera novità è nell’ultima parte di questo punto dove si spiega come inserire in fattura il valore del ricarico (determinato dalla differenza tra il valore di acquisto o di produzione del bene significativo) inglobandolo nella voce della “manodopera”.

Il problema è che se io acquisto un serramento a € 1.000,00 e lo rivendo al prezzo di € 1.300,00, con un prezzo per la posa di € 100,00, per poter applicare l’Iva in modo corretto in fattura devo specificare le suddette voci nel seguente modo:


Bene significativo (oppure serramento) € 1.000,00
Posa + servizi € 400,00 (somma di € 100,00 per la posa + € 300,00 di ricarico)
IMPONIBILE TOTALE € 1.400,00


Conseguentemente le aliquote Iva da applicare saranno:
• Iva al 10% su € 800,00 (€ 400,00 (posa + servizi) + € 400,00 quota parte del valore del bene significativo)
• Iva al 22% su € 600,00 (quota residua del bene significativo)


Il problema è che nel preventivo il cliente avrà avuto una descrizione diversa della fornitura e precisamente:

Serramento € 1.300,00
Posa € 100,00
IMPONIBILE TOTALE € 1.400,00


Come potete notare l’imponibile finale non cambia, ma esprimendo le voci della fornitura come suggerito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate per poter applicare l’Iva al 10% anche sul ricarico del serramento, veniamo di fatto a fare una fattura con delle voci diverse rispetto al preventivo e, in aggiunta, a segnalare al cliente finale quanto è il nostro margine lordo di ricavo: in qualsiasi caso non esistono alternative.
Al più si può nella fattura aggiungere alla voce posa una generica voce “servizi” nella quale mettere la quota del ricavo in modo da evitare contestazione sul fatto che in preventivo la posa era indicata a € 100,00 e poi diventa € 400,00 se pur con una concomitante riduzione del costo del serramento.

Negli esempi di fatturazione che puoi trovare seguendo il link a fondo pagina tutto viene evidenziato in modo più chiaro


Punto 5 – Decorrenza della nuova disciplina
Questo punto è certamente un bellissimo regalo ai serramentisti che avevano applicato l’Iva in modo non corretto.
Infatti, l’interpretazione autentica fornita con l’art.1 comma 19 della Legge di Bilancio 2018 L. 205/2017 relativa a quanto riportato, 19 anni prima, nell’articolo 7, comma 1, lett. b), L. 488/1999, chiarisce il criterio in base al quale i componenti e le parti staccate fornite insieme all’infisso assumono rilevanza ai fini della determinazione del valore del bene significativo e alle modalità di determinazione di tale valore e, come tutte le interpretazioni autentiche, ha una efficacia retroattiva!!


Inoltre il legislatore, forse ammettendo che in assenza di questi chiarimenti era per il serramentista difficile applicare l’Iva in modo corretto, inserisce una clausola di salvaguardia per il contribuente e chiarisce:
“Sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino alla data di entrata in vigore della presente legge. Non si fa luogo al rimborso dell'imposta sul valore aggiunto applicata sulle operazioni effettuate”.
La circolare della Agenzia delle Entrate specifica ancora meglio questo concetto chiarendo che:
“anche eventuali comportamenti difformi rispetto alle disposizioni previste dalla norma di interpretazione autentica (ad esempio, erronea determinazione del valore dei beni significativi, emissione di fatture incomplete rispetto ai dati richiesti dalla norma di interpretazione autentica), tenuti dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017 non possono essere contestati o le relative contestazioni andranno abbandonate, fatto salvo il limite dei rapporti esauriti (ovvero le contestazioni già risolte)

Resta, peraltro, precluso il rimborso dell’imposta che sia stata applicata in misura maggiore sulle operazioni effettuate entro la predetta data”

Questo significa che se negli anni trascorsi avete applicato l’Iva in modo non corretto rispetto a quanto finalmente chiarito da questa circolare non dovete preoccuparvi perché
SONO PRESCRITTI TUTTI I COMPORTAMENTI DIFFORMI TENUTI DAI CONTRIBUENTI FINO AL 31/12/2017 QUALI AD ESEMPIO ERRONEA DETERMINAZIONE DEL VALORE DEI BENI SIGNIFICATIVI O EMISSIONE DI FATTURE INCOMPLETE
Quindi l’Agenzia delle Entrate non solo non potrà contestarvi nulla in merito all’applicazione non corretta dell’Iva ma addirittura

EVENTUALI CONTESTAZIONI IN CORSO ANDRANNO ABBANDONATE.

Come ultima frase l’Agenzia inserisce anche una clausola di salvaguardia nei confronti di se stessa e del Tesoro in quanto chiarisce che se avete avuto un accertamento negli anni scorsi in cui vi hanno contestato delle difformità sull’applicazione dell’Iva ed il procedimento si è concluso, non potete chiederne la revisione e l’eventuale rimborso delle somme pagate.
Nemmeno potete chiedere il rimborso dell’Iva che sia stata versata in misura maggiore nel periodo precedente a questi chiarimenti.

Conclusioni
Dopo quasi 20 anni sembrano finalmente risolti i dubbi sulla corretta applicazione dell’Iva in un contesto di fornitura e posa di serramenti (beni significativi) su di un immobile a prevalente abitazione abitativa privata.
Le cose più importanti che emergono sono le seguenti:

  • la fattura deve essere redatta in modo corretto apportando per tutti i componenti o parti staccate la dicitura "non strutturalmente integrati nel manufatto"

  • il valore del bene significativo da metter in fattura è quello relativo al suo prezzo di acquisto o costo di produzione come sopra specificato

  • in fattura si deve indicare in modo chiaro il valore del bene significativo rispetto al valore dei beni non significativi e dei servizi

 

Come conseguenza di questi chiarimenti, se la fattura sarà redatta in modo corretto, nella maggioranza delle fatture l’Iva globale sarà al 10%.
Per quanto riguarda il passato:

  • il serramentista che ha fatto degli errori nella applicazione dell’Iva fino al 31/12/2017 non potrà subire contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

  • se si trova in contenzioso con l’Agenzia il contenzioso andrà abbandonato

  • se ha avuto degli accertamenti ormai conclusi (rapporti esauriti) non potrà richiedere il risarcimento di somme erroneamente pagate rispetto ai chiarimenti introdotti dalla interpretazione autentica

  • se il serramentista ha corrisposto l’imposta in misura maggiore non avrà diritto al rimborso.

Una volta letta la nostra interpretazione vi invitiamo a scaricare gratuitamente il documento che vi spiega come emettere correttamente una fattura per sfruttare appieno i chiarimenti riportati nella circolare cliccando sull'immagine qui sotto.

Copertina Esempi Fatturazione.PNG

ESEMPI DI FATTURAZIONE

ALLA LUCE DEI CHIARIMENTI DELLA CIRCOLARE 15/E.

CLICCA SULL'IMMAGINE PER VISITARE LA PAGINA DEDICATA

ULTERIORI SUGGERIMENTI

Nonostante si a ora chiarito come applicare L'IVA nei casi di manutenzione ordinaria e straordinaria rimane ora da chiarire quale IVA va applicata in tutti gli altri interventi di fornitura dei serramenti.

Tutto dipende dalle seguenti variabili:

  • Titolo abilitativo

  • Caratteristiche del committente (prima casa etc..)

  • Tipo di edificio ("Tupini", edificio rurale, bene strumentale

 

Per chiarire in modo definitivo quale aliquota applicare e come redigere una fattura noi vi suggeriamo due soluzioni:

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SOLUZIONE 1

SPECIALE IVA SERRAMENTI ESTERNI

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